Quando incontro una persona nuova, una delle prime cose che chiedo è se legge. Lo faccio in modo informale, come per avviare una conversazione, ma con l'esperienza ho imparato che la risposta rivela molto. L'abitudine alla lettura, sia essa frequente o sporadica, influisce profondamente su molteplici aspetti della personalità.
Chi fatica a trovare il tempo per leggere, a meno che non si tratti di una scusa, spesso trascura se stesso. È importante chiarire: leggere molto non garantisce automaticamente delle qualità. La lettura, di per sé, è un'attività passiva: l'autore crea, il lettore assimila. Il beneficio nasce dalla scelta dei libri e dalla capacità di riflettere sugli spunti che offrono. È in quel momento che il lettore diventa attivo, trasformando le parole in pensieri propri.
Al contrario, la mancanza di lettura limita significativamente le opportunità di crescita personale e la profondità delle proprie riflessioni. Parlando con chi legge poco o nulla, si ha spesso l'impressione di dialogare con una persona intercambiabile, che ripete pensieri altrui anziché elaborarne di propri.
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