Molti decenni fa, ai tempi dei forum, avevo creato uno spazio con una sezione chiamata "Pensieri del momento", dove annotavo riflessioni fulminee, lampi di coscienza gettati nel flusso effimero delle parole scritte. Oggi, in memoria di quella vecchia abitudine, inauguro questo blog, un rifugio in cui raccogliere pensieri antichi e nuovi, sperando che qui trovino un’ancora, un'esistenza più stabile, lontana dall'incostanza e dall’incertezza di luoghi come Facebook e affini.
venerdì 28 febbraio 2025
Esisto perché gli altri non sono me
Il lato oscuro dell’amore: tra attaccamento e sofferenza
Il peso del ritorno: quando la solitudine si fa più dura
La peggior disgrazia per chi è incline alla solitudine non è la solitudine stessa, ma l’illusione temporanea di esserne affrancato. Abituarsi al sollievo di una condizione nuova, scoprire che il peso dell’isolamento può dissolversi, significa prepararsi a un castigo più grande: il ritorno. Perché quando la tregua finisce, la solitudine riprende il suo posto, ma ora aggravata dal confronto con la quiete perduta, resa più acuta dal ricordo di un benessere che, proprio perché provato, si rivela irrimediabilmente lontano.
La vera conquista, dunque, non sta nel fuggire la solitudine, perché ogni rifugio è provvisorio, ma nell’imparare a guardarla senza sofferenza, a lasciarla scorrere dentro di noi senza che ci corrompa.
Non è nella fuga che risiede la salvezza, né nella fragile gioia di una compagnia passeggera. La vera forza sta nell'abbracciare la solitudine come un amante spettrale, nel lasciarla insinuarsi nelle ossa senza che il cuore ne sia avvelenato, nel renderla nostra compagnia silenziosamente anziché il nostro carceriere.
giovedì 27 febbraio 2025
Imparare a perdere per imparare a vivere
A volte ci capita di osservare chi ha qualcosa che lo rende felice e che a noi manca, o che abbiamo perduto, e proviamo un vergognoso senso di invidia. Ma lo scacciamo in fretta, quasi per pudore, ripensando che anche noi abbiamo avuto, o abbiamo ancora, qualcos'altro che ci ha riempito di gioia. È giusto che la ruota giri. Forse è proprio il vuoto lasciato dall’assenza a farci comprendere il valore di ciò che abbiamo avuto e, se saremo fortunati, a farci godere più intensamente ciò che un giorno conquisteremo.
Il Futuro di un Sogno Passato
Sentimenti costruiti
Ma il più delle volte l’affinità emotiva è solo una messinscena, una recita a soggetto improvvisato in cui ciascuno si convince della parte che interpreta. L’essenziale, in fondo, è che l’altro sia adatto allo scopo, che si incastri bene nel meccanismo. Non è importante chi sia, ma che funzioni, che riempia il vuoto esatto che gli abbiamo destinato. L’altra persona diventa un elemento della struttura, un pezzo di un ingranaggio, un ingrediente per una ricetta già scritta. E poiché il fine ultimo non è mai l’amore, ma la costruzione di un’esistenza il più possibile distante dalla sofferenza, ogni sentimento si piega a questa necessità superiore, non vivere, ma difendersi dal vivere.
Così, senza accorgercene, ci avvolgiamo in un inganno così perfetto da sembrare vero. Viviamo sotto una coltre di emozioni prefabbricate, non per sentire di più, ma per non dover sentire davvero. E la coscienza, che è la percezione più nuda della realtà, rimane soffocata sin dall’inizio, incapace di evolvere, di spingersi oltre, perché il primo passo verso la verità, quello della scelta autentica, non è mai stato compiuto.
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