domenica 27 aprile 2025

Stereotipi in carne e ossa: il vero tradimento dell'intelligenza

 Sento montare in me un'onda di malcelato disgusto per coloro che, con la loro stessa esistenza e condotta, paiono voler dare corpo e sostanza a quegli schemi mentali, a quelle etichette grossolane che chiamiamo stereotipi. Che sia ben inteso: non biasimo la mera enunciazione verbale di tali semplificazioni, vane parole al vento; ma coloro che, vivendo e agendo con la più placida naturalezza, finiscono per trasformare quelle vaghe opinioni in ciò che appare, ahimè, come un'oggettiva constatazione dei fatti.

D'altro canto, un sentimento di vaga simpatia si affaccia al mio spirito per chi, pur esistendo anch'egli nella medesima cornice di realtà, e pur comportandosi con quella stessa, disarmante normalità, riesce, con la sola forza del suo essere, a rendere ridicole le grette generalizzazioni altrui.

E infine, un'immensa, quieta felicità mi pervade al pensiero che l'ignoranza, questa cecità dell'anima, non sia un morbo contagioso, non si trasmetta per contatto o per effluvio, sebbene la sua guarigione appaia, nella maggior parte dei casi, un'impresa ardua, quasi disperata.

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