A volte ci capita di osservare chi ha qualcosa che lo rende felice e che a noi manca, o che abbiamo perduto, e proviamo un vergognoso senso di invidia. Ma lo scacciamo in fretta, quasi per pudore, ripensando che anche noi abbiamo avuto, o abbiamo ancora, qualcos'altro che ci ha riempito di gioia. È giusto che la ruota giri. Forse è proprio il vuoto lasciato dall’assenza a farci comprendere il valore di ciò che abbiamo avuto e, se saremo fortunati, a farci godere più intensamente ciò che un giorno conquisteremo.
Molti decenni fa, ai tempi dei forum, avevo creato uno spazio con una sezione chiamata "Pensieri del momento", dove annotavo riflessioni fulminee, lampi di coscienza gettati nel flusso effimero delle parole scritte. Oggi, in memoria di quella vecchia abitudine, inauguro questo blog, un rifugio in cui raccogliere pensieri antichi e nuovi, sperando che qui trovino un’ancora, un'esistenza più stabile, lontana dall'incostanza e dall’incertezza di luoghi come Facebook e affini.
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