Ed eccola, semplice e crudele: non so indossare maschere comportamentali. Sono sempre e solo me stesso, invariato e immutabile, in ogni contesto in cui mi trovo.
Gli altri, mi pare, vivono costruendo facciate, adattandosi con destrezza al paesaggio umano che li circonda. Io no. Non cambio colore per confondermi nel mondo; non modulo le mie reazioni per compiacere o ingannare. Ciò che sono si manifesta sempre, nudo e senza ornamenti. E forse è proprio questa sincerità di fondo, questo rifiuto delle maschere, che mi ha reso inadatto a certi palcoscenici.
Ma, in fondo, non rimpiango quel che non ho mai desiderato. Se l’insuccesso è il prezzo della coerenza, allora lo pago volentieri. Perché essere sempre uguale a me stesso, in ogni luogo e in ogni tempo, è forse l’unico successo che mi interessa davvero.
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