sabato 1 marzo 2025

Senza inganni, senza sogni: l’agonia della realtà

Quest'anno un'altra parte di me è morta, e ciò che rimane di me è un avanzo stanco di ciò che un tempo ero. Vivo come un’ombra in mezzo al vuoto, una fragile pellicola che separa il nulla da se stesso. Non invidio gli altri; anche loro sono pezzi di questo stesso niente, frammenti sparsi di un’assenza che li definisce. Non provo alcuna ammirazione per la loro inconsapevolezza, per quella cecità che li lascia tranquilli nel loro sogno inconsistente.

Mi manca perfino la capacità di creare illusioni, di costruire un inganno che mi consoli o mi offra un simulacro di felicità. Eppure, non sento il bisogno di farlo. La mia consapevolezza sterile mi basta; è una ferita aperta che non si chiude, ma che neppure mi uccide. Vivo in questo stato sospeso, una lucidità senza scopo, un nulla che si contempla.

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