domenica 20 aprile 2025

Nessuno può ricordarmi

 A volte mi attraversa il pensiero che nessuno mi ricorderà. Nessuno parlerà di me come io parlerei, con tenera lucidità, di un altro che fosse simile a me, con la stessa segreta compostezza interiore, con la stessa distanza dal mondo. E so, con la stessa chiarezza, che neppure io saprò ricordare gli altri come essi avrebbero voluto o meritato. Il mio sguardo interiore non sa posarsi a lungo su ciò che gli è estraneo. Forse nemmeno il mio stesso ricordo potrà sopravvivere alla mia dimenticanza.

Altre volte, mentre cammino assorto lungo i margini della città, penso che potrei scrivermi da solo l’elogio funebre. Nessuno lo farebbe con maggiore precisione, nessuno saprebbe cogliere le sfumature impercettibili della mia esistenza. Poi mi chiedo a cosa servirebbe. E rimango in silenzio, fissando un punto impreciso nell’aria, come se laggiù, su una di quelle colline che sembrano esistere solo per essere sfiorate dal mio pensiero, ci fosse una risposta che non arriva mai. Altri pensieri, più lievi e più fecondi, si insinuano e mi distraggono da me stesso.

Nessuno può ricordarmi veramente. Solo io posso intravedere l’essenza di ciò che sono, e nemmeno io riesco a trattenerla. Sono fatto di ciò che non si lascia riprodurre. Sono un insieme di impressioni che svaniscono nel momento stesso in cui si formano.

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