domenica 20 aprile 2025

Questo momento è tutto: il resto è letteratura

 Se dovessi immaginare una realtà diversa in cui il paradiso esiste davvero, lo concepirei come qualcosa di personale. In tal caso, il mio paradiso coinciderebbe esattamente con ciò che sto vivendo adesso. Questo preciso momento. Questo stato d’animo vago e sereno. Questo stesso luogo in cui mi trovo, seduto da solo in un parco vuoto, con un libro in mano. Un libro scritto da qualcuno capace di pensare in modo affine al mio, ma con una chiarezza e un'eleganza che io non saprei mai raggiungere. In questo modo, mi risparmierebbe anche la fatica di trasformare in parole ciò che in me resta sospeso e informe.


Questo paradiso, però, proprio perché sarebbe il premio più alto ottenibile nella mia esistenza, non lo merito. Né io, né nessun altro. Gli esseri viventi ricevono sempre più di quanto valgano e io non ho mai avuto il vizio della generosità. La realtà in cui vivo, che non somiglia affatto a quella che potrei sognare, contiene tuttavia in un modo quasi ironico qualcosa che si avvicina a ciò che definirei paradiso. Non porta quel nome ma mi offre le stesse sensazioni che sarebbero precluse se tutto dipendesse dal mio giudizio, dal mio merito o dal potere che per fortuna non ho.

Questo qualcosa è l’adesso. È l’ora. È il qui.

L’unica vera differenza tra il paradiso immaginato e quello reale, tra ciò che sogno e ciò che vivo, è che in quello reale ci sono insetti che mi rompono i coglioni.

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