martedì 20 maggio 2025

La voce narrante mi ha dimenticato

 Ultimamente sento di non essere più il protagonista della mia storia. È una sensazione leggera e al tempo stesso definitiva, come se qualcuno avesse girato pagina senza avvisarmi. Un’estraneità che non fa rumore, ma resta lì, presente come un mobile spostato durante la notte.

Da un po’ di tempo, non molto in verità, ho iniziato a osservare le nuove generazioni. Mi accorgo che, in modi inaspettati, mi interessano. Il mio interesse somiglia a quello di un medico davanti a un caso clinico raro. Non si tratta di affetto, né di vero coinvolgimento, ma di uno studio silenzioso e attento. La mia curiosità mi spinge oltre il primo moto d’irritazione che provo per loro e mi conduce in zone più sfumate, dove la compassione cammina accanto a giudizi meno generosi.

Guardare chi viene dopo di noi è un modo concreto per accorgersi che stiamo invecchiando. Da tempo ormai mi definisco un vecchio, un uomo di mezza età, che è un modo più morbido per dire la stessa cosa. Ma solo ora, osservando questi giovani, quelle parole che usavo per descrivermi diventano vere. Hanno un peso specifico, una materia.

E c’è qualcosa di peggio. Ho l’impressione che la storia raccontata dal narratore con la “n” maiuscola non mi riguardi più. Come se il racconto si fosse spostato su altri personaggi. Com’è possibile che non sia più il protagonista della mia stessa narrazione? È forse questo che si prova con l’invecchiare? O le cose sono ancora più oscure?

Forse il distacco dall’esistenza nasce proprio dal perdere il ruolo centrale nel racconto che ci stiamo raccontando, senza che ci sia nessuno pronto a prendere il nostro posto da protagonista. Mi rifiuto di credere che i protagonisti saranno loro, questi nuovi venuti. Non sono all’altezza. E poi che si raccontino da soli, se ne sono capaci.

Ma se invece non fosse colpa loro? Se la mia coscienza stesse semplicemente iniziando a straripare, a espandersi fuori da me stesso, verso un altrove che non è né fuori né dentro, ma qualcosa che non ha più luogo?

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