lunedì 4 maggio 2026

La prigione che desideriamo: elogio della nostra schiavitù



Proveremmo disagio e incredulità se potessimo parlare con uno schiavo frustato ogni giorno dal suo padrone e scoprissimo che, nonostante tutto, gli resta fedele e continua a lodarlo. Ci sembrerebbe una forma incomprensibile di servitù dell’anima.
Eppure restiamo quasi indifferenti davanti allo stesso spettacolo quando riguarda noi stessi. Viviamo nella schiavitù del consumismo e, pur essendone vittime e pur venendo da esso danneggiati a più livelli, continuiamo ad alimentarlo con una docilità che ha qualcosa di stanco e di inevitabile, come se la catena fosse diventata, col tempo, parte della nostra stessa natura.

Nessun commento:

Posta un commento

Pensieri più popolari