Molti decenni fa, ai tempi dei forum, avevo creato uno spazio con una sezione chiamata "Pensieri del momento", dove annotavo riflessioni fulminee, lampi di coscienza gettati nel flusso effimero delle parole scritte. Oggi, in memoria di quella vecchia abitudine, inauguro questo blog, un rifugio in cui raccogliere pensieri antichi e nuovi, sperando che qui trovino un’ancora, un'esistenza più stabile, lontana dall'incostanza e dall’incertezza di luoghi come Facebook e affini.
lunedì 4 maggio 2026
La prigione che desideriamo: elogio della nostra schiavitù
Proveremmo disagio e incredulità se potessimo parlare con uno schiavo frustato ogni giorno dal suo padrone e scoprissimo che, nonostante tutto, gli resta fedele e continua a lodarlo. Ci sembrerebbe una forma incomprensibile di servitù dell’anima.
Eppure restiamo quasi indifferenti davanti allo stesso spettacolo quando riguarda noi stessi. Viviamo nella schiavitù del consumismo e, pur essendone vittime e pur venendo da esso danneggiati a più livelli, continuiamo ad alimentarlo con una docilità che ha qualcosa di stanco e di inevitabile, come se la catena fosse diventata, col tempo, parte della nostra stessa natura.
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