lunedì 1 settembre 2025

La presenza mentale che genera ricordi preziosi

 Ho un tesoro che non scambierei con nulla ed è uno scrigno segreto fatto dei miei ricordi più luminosi. Sono attimi che ho vissuto con presenza e che si sono impressi nel cuore come segni indelebili. Essi mi danno sollievo, mi istruiscono silenziosamente e si ripresentano come un ritmo che bilancia il mio umore.

Mi insegnano l’impermanenza, perché appartengono a momenti favorevoli alternati ad altri ostili. Ogni cosa nasce e si spegne, ha una causa e una conseguenza. Nulla dura per sempre, nemmeno la sventura.

Mi insegnano l’inutilità del confronto. La vita di ognuno procede con un ordine che non può essere paragonato a quello altrui. I momenti degli altri non hanno senso se messi accanto ai nostri, perché anche noi abbiamo gioito e sofferto e torneremo a farlo nell’alternanza che l’universo stabilisce con le sue leggi silenziose. Sapere questo genera tolleranza e compassione, poiché gli altri non sono che compagni nella stessa altalena di gioie e afflizioni.

Mi insegnano che la presenza mentale è l’unico modo autentico di vivere. Non c’è contraddizione tra vivere nel presente e custodire i ricordi. Essi esistono proprio perché, quando li ho vissuti, ero consapevole di trovarmi in quell’attimo e l’ho abitato senza distrazioni. Dimorare nel passato conduce alla malinconia e proiettarsi nel futuro apre la porta all’ansia. Ma attingere a un ricordo bello non è restare imprigionati nel passato, è riconoscere che un istante fu vissuto con pienezza e che rimane vivo nella memoria. Non desidero riviverlo, perché lo possiedo già.

Mi insegnano che questi tesori non si possono costruire con un progetto. Accadono e basta. A volte persino dentro un periodo oscuro si accende un attimo luminoso che interrompe il buio e resta nella memoria come un lampo. Si può programmare un viaggio e non ottenere nulla di memorabile, mentre una semplice passeggiata può diventare un’esperienza incisa per sempre nell’anima, senza motivo apparente.

Alla fine, tutto questo mi mostra che la presenza mentale non esclude il ricordo, lo rende possibile. Rivivere un momento felice con coscienza non mi distrae dal presente, mi ricorda invece che la vita non è mai stabile e che la compassione nasce dal riconoscere questo fluire. Il vero tesoro non è nel pianificare esperienze, ma nel viverle con lucidità, lasciando che diventino ricordi che ci sostengono quando la vita si fa più scura.


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